Generazione selfie: quello che le trentenni non possono capire

Ogni generazione si porta dietro un bagaglio culturale diverso. Se negli settanta andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante e le zeppe...

Ogni generazione si porta dietro un bagaglio culturale diverso. Se negli settanta andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante e le zeppe, negli ottanta il must invece era avere le spalline sotto la giacchetta, oppure i fuseaux colorati. Il cambiamento più grande è avvenuto però con l’avvento della tecnologia e i teenagers di oggi hanno abitudini che la generazione che oggi  ha superato i trent’anni proprio non capisce e non capirà mai.

Generazione duemila

La generazione duemila, sono i ragazzi nati negli anni ottanta e che hanno vissuto la loro adolescenza negli anni duemila. Hanno visto approdare i primi Nintendo in bianco e nero, la prima Playstation, ma leggevano ancora Topolino, e sanno chi sono i gatti che suonano il Jazz. Sono stati la prima generazione a vivere l’epoca del cambiamento, stavano passando dall’era analogica  a quella digitale. A quattordici, quindici anni hanno avuto il loro primo telefonino, ma non si facevano i selfie, anzi in realtà non c’era nemmeno la fotocamera (ovviamente) e di Facebook non vi era ancora l’esistenza. E poi ovviamente, i messaggi si pagavano e si contavano addirittura anche le pagine, quindi se dovevi dire qualcosa era meglio se non ti dilungavi.

teenagers

Generazione social network

Ormai l’era del digitale è profondamente avanzata, anzi si può ire che non vi è più controllo. Cose che ormai sono abitudinali, una volta sarebbero state deleterie. La cosa più incredibile, che una persona che ha superato ampiamente i trenta non capisce?! La mania smodata dei selfie. Ok gli autoscatti sono belli è divertente farli e puoi assicurarti il profilo migliore, ma da qui a farsi uno scatto prima e durante ogni azione, ce ne vuole. Ad esempio: sto andando in palestra (selfie), sto per mangiare gli spaghetti (selfie), tuffo in piscina (selfie) anzi adesso i telefoni vanno anche sott’acqua. Cosa ancora più strana, il bisogno di condividere tutti questi scatti sui social network, un trent’enne proprio non lo concepisce. E come non citare la famosa “duckface”, le labbra a papera, tipica delle teenagers di oggi. Vi sarebbero molti esempi di differenze abissali tra queste due generazioni, ma vi faremo solo un piccolo elenco giusto per farvi venire la malinconia: il walkman e dopo di lui l’mp3 a cd (che saltava la musica ogni volta che prendeva una botta), le VHS, soprattutto quelle della Disney (chi non le ha guardate), lo yo-yo (si ve ne eravate dimenticate, e i più fortunati ce lo avevano che si illuminava), le suonerie polifoniche da comporre sul cellulare (3310 ovviamente), gli scoubidou, i crystall ball, il tamagotchi (quanti pianti quando è morto). Sicuramente voi ne avrete molti altri di ricordi, ma questo è stato un bel tuffo nel passato.

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